Frasi

 

I fungi

Fungi,

quannu tempu passatu ddà,

ndà ddù terrenu cuncimatu dè fraschi

e dè fungi di cani pistati.

Quannu fungi cugghi',

e ddu panaru di vimini ca unchiava

ppò pisanti caricu finu ca si spaccau

e ddi fungi ca aruzzuliavunu

ndè spaddi da nostra ETNA,

matri dè fungi e dè castagni.

Oh!

vittimi da’nsalata sutt’ogghiu,

cunnannati cc’alivi cunsati

e n’fucati do pipiruncinu

comu u caluri da nostra matri etna

quannu d’improvvisu arutta a lava.

Oh!

Regnati ndà ddu piattu da pranzu;

aramminzata arriva ‘na furcchittata

ca tira i fungi d’oggiu

truvannusi ndà un viaggiu scuru,

u scuru ntestinali,

pronti ppu viaggiu lassativu....

La vespa

Vespa,

idolo dei giovani e degli anni passati,

tu che dai nostri nonni fosti cavalcata,

guidata e truccata...

così dai nostri padri e da noi giovani

che viviamo intensamente sulle tue spalle.

Amico,

non pentirti mai di aver posseduto

la tua amica vespa,

colei che resiste anche alle avversità

acqua, grandine, vento.

Soffre amaramente nelle salite,

ma non si scoraggia.

Continua nonostante gli sforzi

come un vecchierel bianco che

con la sua zappa continua a battere il terreno

ignorando gli acciacchi...

Oh!

frutto di un sogno adolescente,

maturato nelle mani del tuo padrone

che si cura dite

specie nelle atroci salite montanare,

percorri queste strade della mia terra amata

che io ti disseto con il succo petrolifero,

il liquido delle sudate pompe.

Via Sutera

Strada mia,

luogo della fiorente gioventu',

tu che nel tu cuore ci ospiti,

nei caldi mesi dell’anno,

dalle luci dell’alba

al levarsi del caldo sole estivo.

Si sente la rugiada notturna,

ma non ti abbandoniamo,

viviamo in te in cerca

di nuove emozioni da comitiva

cause di richiami polizieschi

che disturbano i nostri pensieri.

Oh!

madre della nostra adolescenza,

odi i nostri schiamazzi

provenienti da noi tutti;

ascolta la risata di minnedda,

guarda le follie di negrone,

osserva le giullarate di scoccia,

senti la grida di la pera

e tutto ciò che tu sutera

distingui in ognuno di noi.

Terra mia,

perdona noi tutti

se t’abbandoniamo nel periodo invernale

sostituendoti con l’ardua sala giochi,

causa di malattie da poker.

 

La curva

...era lei,

la curva della via sutera

colei che tradì pure il

nostro amico Ciccio,

l’odiosa curva che guida

i giovani d’oggi alle follie,

pazzie che si trasformano

in istanti di paura.

Così fu quel lunedì di maggio,

percorso dalle ansie

e dalle preoccupazioni degli amici.

Ohimè!

ragione di lavori ospedalieri,

sii al corrente dell’agitato incidente

da tremore e da preoccupazioni

da quartiere...

Ringrazio Iddio se quel suolo

non percosse la mia testa violentemente,

così i miei arti

tatuati dalle superficiali ferite...

Lo sgracco

Giallo, denso e catarroso,

lo sgracco uscente da un luogo

umido e oscuro.

Il nostro amico

che non si cura della tua

densita', ma della tua gradazione,

colore che sfuma dal giallo dorato

al verde pisello.

Giri e rigiri nelle nostre Narici

e ti trovi sul suolo Suterano.

Trafiggi i nostri vestiti

generando ombre indelebili

causa di risciacqui da lavanderia.

Oh!

compagno della nostra vita,

non prendere offesa

del ripudio repellente,

ma della tua visione

del mondo che ti circonda.

Ricorda chi ti buttò

da quella bocca amara e umida,

l’amico dell’amata comitiva!

Fetu di peri

C’era scappuni,

travagghiatu da’

‘na longa caminata

sutta o picu dù suli

cauru e ‘nfucatu

e na pitrudda ca

t’azzicca a centru di peri

nta ‘na strata stritta

e sdiluccata du tempu,

tu femmi...

chi fetu di peri!

…e ddù vicchiareddu

ccù ddi ita intra u nasu

ca soffri comu n’suggi

‘ntà na tana di nà fummicula

e t’accorgi di dda friscura

ca accarizza u tò pedi

ca si pripara ppì nautra

caminata di quarteri.

La birra

Ti leghi a lei

tra un sorso e l’altro,

una birra che scompare

tra una chiacchiera

e una risata.

La bevi

e deluso le rimani,

chiuso qui,

in questo ascensore

che sale e scende

in un mondo perso...

Essere

Vorrei motivare la mia esistenza,

scoprire i miei perché,

afferrare il tempo

per chiedergli come mai

mi allontana dalla nascita

e mi avvicina alla morte.

Vorrei capire perché si cambia,

comprendere a vita,

misurare le distanze dell’amore

e vedere se superano quelle dell’odio.

Mi chiedo chi mai sarò domani!

Come mai sarò!

Dove mai sarò!

Mi domando chi sarò dopo

Il mio ultimo domani

Se saprò quando lo sarà.

Il mandorlo fiorito

Passata è ormai questa stagione

che hai vissuto tra aghi e rovi,

ove solingo vivi tra il sole cocente

che ti cambia in un gelido clima invernale,

un’alternarsi di stagioni

che vivi difficile da solo nel tempo.

Ricordo quel dì di dicembre,

straziato dalla pioggia

dove spoglio di foglie risiedevi

ed io che da una finestra che mi canta

tra le ore leggiadre, ti miravo!

sorrido oggi all’insegna della nuova stagione

dove vestito di bianco ne appari

senza qualcuno che compagno ti rende!

Laurea

Tra pompe sudate

aprivo le carte dei numeri,

tra tinte su muri

leggevo i campioni,

tra fili di rame

sfogliavo misure,

tra notti di musica

le leggi sui nodi…

A modo mio.